VOTTIGNASCO
Il nome
Già nel Cartario di Staffarda del 1200 si trova il nome di "Gautignasco - Valtignasca - Votignasco - Valtignasco e Vantignasco"; il nome, probabilmente, è di origine celtica, visto il suffisso finale "asco". Altra origine, sembra essere invece quella latina , "vitis" o "vitigenus", per indicare un luogo coltivato a vite (attendibile, poiché molti abitanti di oggi ricordano che in un recente passato vi erano molti terreni coltivati a vite).
Il paese
Nel paese sono da ricordare due chiese barocche di un certo interesse: la parrocchiale della Sacra Famiglia e la Confraternita del Gonfalone, dedicata all’assunta. Oggi Vottignasco continua ad avere un’economia basata sull’allevamento del bestiame, soprattutto dei suini ma anche dei bovini, e su una produzione agricola legata in prevalenza al mais. Accanto a queste attività si è poi sviluppata quella artigianale strettamente connessa alle principali risorse del paese. Ne sono esempio la produzione di macchine agricole per il trasporto e la gestione dei liquami e dei fertilizzanti.
In questa piccola ma dinamica realtà economica, nel marzo del 1991 un gruppo di intraprendenti Soci, imprenditori e non, decise di dare vita ad una locale Cassa Rurale, che iniziò ad operare dal 1992. Qualche anno dopo, il 1° gennaio 1995, l’istituto è incorporato dalla Banca di Credito Cooperativo di Bene Vagienna, che ha iniziato ad essere attiva anche in questa significativa realtà, in cui alle idee del Credito Cooperativo, visto l’altissimo numero di Soci, credono veramente in tanti. Gli edifici religiosi di Vottignasco degni di nota sono la Parrocchiale della Sacra Famiglia, la Cappella di San Rocco, la Cappella della Madonna dei Boschi e la Chiesa della Confraternita del Gonfalone.
Le feste, i santi
Il Patrono è la Madonna dei Boschi, celebrata il 24 giugno.
LA STORIA
Vottignasco è un comune la cui origine risale a tempi remoti. Zona periferica del Marchesato di Saluzzo, Vottignasco ebbe il suo centro nel castello ristrutturato da Secondino Falletti nel XIII secolo con una fortezza imponente: mura massicce in pietra, spesse alla base quattro metri; un profondo fossato; tre piani di altezza del maniero, con pianta quadrata. Un lavoro fatto per durare, che venne però distrutto nel 1537. Il comune è noto fin dai secoli scorsi per la fertilità del suo territorio e per i numerosi animali allevati (bovini, suini e pollame).