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Scalenghe

SCALENGHE

Il nome

Il nome deriva dal termine germanico “scarila”, ossia capitano, con l'aggiunta del suffisso -ing. Al plurale il termine diventa Scarlingis, poi con il tempo Scallingis.

Il paese

Scalenghe si dimostra interessante meta da visitare. Un percorso ideale che si può effettuare anche in bicicletta permette di immergersi nella storia religiosa di questo paese.

Si inizia con la Chiesa di San Bernardino che potrebbe essere stata eretta nell'anno 1603: è stata la chiesa della Confraternita di San Bernardino, aggregata all'arciconfraternita di Santa Croce Romana nel 1742. Esposta al levante, un solo altare alla Romana, conserva una preziosa reliquia del legno della santa Croce. Si prosegue con la Cappella dei Prati, ex cappella delle Marene. Non si sa la data di costruzione, ma su un pilastro esterno della cappella è impressa la data 1798. Sull'altare un pregevole affresco del pittore locale Michele Baretta. Si prosegue per la Chiesa di Santa Maria Assunta di Pieve, fondata probabilmente nella prima metà del secolo V. Questa chiesa esisteva sicuramente nel 1159, perché risulta tra i beni ceduti all'imperatore Federico Barbarossa a Carlo Vescovo di Torino.

L'antica Pieve crollò in parte nell'inverno del 1731 e nel 1732 si iniziò la costruzione della nuova Chiesa in stile barocco su progetto dell'architetto Plantery. La chiesa è a navata unica con quattro cappelle laterali e presenta pregevoli dipinti d'epoca. Come tutti i paesi del circondario, anche Scalenghe ha una Cappella dedicata a San Rocco nella frazione di Pieve. In questa cappella in occasione dell'ultima epidemia di peste (1886) fu fatto dipingere un affresco dal pittore R. Bonelli. A ponente della frazione di Pieve si trova la Cappella Morionda. In un documento del 1828 si fa cenno ad una statua in legno.

A Viotto esiste invece una cappella detta “di Viotto”; le prime notizie risalgono al 1679. L'attuale cappella fu costruita con il contributo dei fratelli Viotto e Molinero nel 1780. Nella frazione Murisenghi si trova la cappella di San Maurizio in cui si trovano notizie a riguardo nel 1679 – 1760. La cappella guarda a mezzanotte e sopra la porta vi è l'immagine di San Maurizio.

A memoria d'uomo, intorno al 1600 risale la costruzione della cappella della Madonna della Neve, restaurata nel 1956 dagli abitanti della cascina Conterloira per un ex voto della Seconda Guerra Mondiale. In regione Bicocca si trova la cappella di Sant'Anna. Esisteva già nel 1760 vicino alla cascina del Signor Diego Manassero, fu restaurata nel 1928, con un nuovo pavimento e una nuova Via Crucis. Dove nel 1519 esisteva una omonima cappella fu edificata la Chiesa di Santa Caterina, Parrocchia indipendente nel 1825. Diverse testimonianze al suo interno ricordano la signoria dei Conti di Piossasco.

Durante la battaglia della Marsaglia i Savoia, temendo un assedio di Torino, cercarono un luogo sicuro dove custodire la "Sacra Sindone" e pare che vi sostò qui (l’evento sarebbe  testimoniato dalla Cappella interna dedicata al Sacro Lino). Fuori dell'abitato di Pieve, verso la frazione Viotto, si trova inoltre la cascina Sibilla, che è stata la residenza di campagna del generale Augusto Brunetta  conte di Usseux  la cui famiglia perì completamente per avvelenamento da funghi nel 1855. Il conte da  seconde nozze ebbe un figlio, Eugenio, che divenne uno dei fondatori delle moderne Olimpiadi.

Le feste, i santi

Festa patronale I CORPI SANTI (prima settimana di settembre);
Fiera di primavera (prima domenica di maggio e lunedì);
Festa patronale di Viotto (Ottobre).

LA STORIA

Nel 1942 quando andarono distrutti gli archivi comunali, Scalenghe perse la sua memoria storica. Da documenti già riscoperti emergono informazioni interessanti che conferiscono a Scalenghe un posto di rilievo nella storia passata. In una relazione del 1770 esistente nell'archivio della Chiesa di Santa Caterina, l'allora pievano Paolo Giuseppe Antonio Calvo si esprimeva sullo stato delle chiese e sulle loro strutture; dal documento emerge che un gran numero di chiese, cappelle e nobili popolavano il territorio.

Con il diploma di Occimiano redatto nel 1159 l'imperatore Federico I (Barbarossa) donava al Vescovo Carlo terreni, tra i quali Pieve di Scalenghe, tassata per 20 soldi di reddito di terreni. Dal 1190 al 1579 l'attuale Cascina Monastero (Castagnole) fu sede del Monastero Buonluogo. Attraverso i Piossasco (1200 – 1900) e gli Acaja (1294 – 1418), Scalenghe fu libero Comune, sede di parlamento, con statuti redatti nel 1275. Infine nel dizionario degli Stati di Sua maestà il Re di Sardegna, dello storico Goffredo Casalis, pubblicato nel 1849 alla voce “Scalenghe” è riportato che pochi anni prima della pubblicazione era andato distrutto l'ultimo dei nove castelli signorili che ivi si trovavano.

I PERSONAGGI FAMOSI

Giuseppe Gelmi

Un personaggio famoso a Scalenghe, seppur nato a Torino, fu Giuseppe Gelmi (1906 - 1989) detto Pinin, laureato in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino. Di lui resta il testo La Pieve degli Scalenghesi, risorsa storica e culturale di grande importanza edito dalla Pro Loco con il Patrocinio del Comune di Scalenghe.

Eugenio Brunetta di Usseaux

Figlio del Conte Augusto Brunetta di Usseaux – che aveva stabilito la sua residenza di campagna nella cascina Sibilla (frazione Pieve) – resse il Segretariato del Comitato Olimpico din frazione Pieve. La famiglia fu vittima di una tragedia in quel luogo: la contesse e i suoi due figli morirono a causa di avvelenamento da funghi.

 

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