RIVOLI
Il nome
Significa “piccole rive” (da ripulae, diminutivo di ripae) e si riferisce alla collocazione dell'insediamento lungo la Dora Riparia.
Il paese
Rivoli – Rìvole in piemontese – è un comune di 49.818 abitanti (il terzo per popolazione della provincia di Torino e il settimo di tutto il Piemonte, superando così anche capoluoghi di provincia della regione). Rivoli presenta numerosi luoghi di interesse.
Il Castello di Rivoli (incompiuta reggia sabauda progettata dallo Juvarra) ospita il Museo di Arte Contemporanea che, a partire dal 1984, ha realizzato diverse mostre sulle più recenti forme delle arti visive contemporanee o su singoli autori. Da segnalare inoltre la ricca biblioteca e la Collezione Permanente, che viene incrementata mediante acquisizioni, donazioni e prestiti a lungo termine (le opere della Collezione vengono esposte a rotazione).
Numerosi gli opifici e, soprattutto, i mulini, per la prossimità della Doria Riparia. Tra questi è da annoverare il Mulino "Barca" ricostruito nel 1891 dall'ingegnere Cesare Saldini.
Le feste, i santi
Le feste maggiori di Rivoli sono: la Festa di santa Maria della Stella (Santo Patrono, il lunedì successivo alla terza domenica di settembre);
la Fiera di Santa Caterina (il quarto lunedì del mese di novembre): questa fiera ha origini antichissime. Circa 1000 banchi occupano tutta l’area centrale di Rivoli, con esposizione di prodotti commerciali, macchine, attrezzature agricole e bestiame, degustazione di piatti e prodotti tipici, mercatino dell’antiquariato, mastri artigiani. A partire dal 2001 in collaborazione con le poste italiane è stato anche realizzato uno speciale annullo filatelico.
LA STORIA
Rivoli occupa la testata della collina morenica nata dalle glaciazioni Mindeliana e Rissiniana (fino a 355.000 anni fa). Ritrovamenti di asce, coppelle e petroglifi testimoniano che fosse abitata nei luoghi elevati già nel Medio Neolitico; la zona conosce in seguito l’occupazione dei Taurini, tribù di ceppo celto-ligure che crea embrionali forme urbanizzate.
Con i romani, nel I sec. a. C., la zona che giunge fino ad fines (confine con i territori di Re Cozio, l’attuale Drubiaglio, in territorio di Avigliana) viene popolata e divisa in poderi da coloni centroitalici, e poi annessa alla XI Regio augustea, capoluogo Augusta Taurinorum (Torino). Per Rivoli passa la Strada delle Gallie, che si diparte da Porta Secusina per inoltrarsi fra le Alpi: lungo essa, come attestano quasi due secoli di ritrovamenti archeologici, si addensano gli insediamenti umani. Con l’incrinarsi della solidità dell’impero, la sua importanza commerciale vien scalzata da quella strategico militare, e il territorio di Rivoli vede frequenti passaggi di eserciti; è teatro nel 312 della battaglia fra le truppe di Costantino e Massenzio.
La transizione dal Tardo Antico al Medio Evo vede il potenziamento delle strutture difensive al vecchio limes (confine) ed il congelarsi delle attività agrarie nella economia chiusa del latifondo. Anche lo stanziamento longobardo (568), con l’esercizio delle armi e il disinteresse per l’agricoltura, si sovrappone in modo parassitario alle vecchie strutture economiche. Dalla fondazione dell’avamposto dell’Abbazia di Novalesa (726) alla definitiva vittoria delle Chiuse sui Longobardi (773), i Franchi di Carlo Magno introducono il controllo di conti e marchesi (famiglia degli Arduinici,X secolo). Sorgono ben presto contrasti tra i Vescovi di Torino e gli Arduinici per interessi di patrimonio fondiario, tanto che nel 996 il vescovo Amizone si fa confermare dall’imperatore Ottone III il possesso della curtis di Rivole.
I poteri a Rivoli fra Alto e Basso Medioevo sono ripartiti fra vescovado, Capitolato Cattedrale e monasteri (S. Michele della Chiusa, Novalesa. Intorno all’organizzazione politica, religiosa ed economica delle pievi (chiese battesimali rurali) da essi controllate, si aggregano (X-XI sec.) insediamenti sparsi, che in gran parte continuano quelli tardo-antichi: Marconada, Govone, Collo Conziato, Ovorio, S. Martino ai Campi, Lisignasco, S. Salvario, Maiasco, San Paolo, Deserti, Divilliana e altri, dominati da un castrum alla sommità della collina. Ai piedi del Castrum si sviluppa un piccolo burgus dal tessuto viario ortogonale: del XIII secolo è l’espansione del Borgo Nuovo.
Intorno alle famiglie locali prendono forma gli organi rappresentativi del Comune, che segnano l’arretramento del potere vescovile in favore dei Savoia. Le basi della struttura politica e sociale della Rivoli moderna vengono poste col riconoscimento dei Savoia come nuovi Signori del Castello (1247) e con la consacrazione della grande chiesa urbana di Santa Maria della Stella (1299). Lo spazio urbano è nei secoli XIV-XVI cinto da mura e fittamente edificato a dimore turrite; la campagna circostante, adibita a pascolo, colture cerealicole e viticole, conosce un sensibile progresso con la costruzione della Bealera di Rivoli, importante canale irriguo tracciato nel 1310. Le presenze di corte al Castello sono molto frequenti con Amedeo VI "il Conte Verde" (1334-1383), che vi convoca il Consilium Principis.
La prima metà del Cinquecento vede la guerra per la successione al Ducato di Milano tra la Francia ed i Savoia: l’abitato è messo a sacco più volte e assoggettato al giogo francese. In seguito la città è spopolata dalle pestilenze del 1563 e del 1629-30 e flagellata negli anni 1690-96 dalle scorrerie delle truppe coinvolte nella guerra di Successione Spagnola. Nel 1713 col trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II diventa Re di Sicilia (poi di Sardegna) ed il territorio viene disseminato di simboli tangibili della centralità del nuovo stato assoluto: la costruzione dello stradone di Francia che collega direttamente Rivoli con la capitale viene coronata dalla progettazione di un nuovo e più sfarzoso palazzo, sulle ceneri di quello distrutto.
Dopo la parentesi napoleonica, la Restaurazione (1814) ripristina antichi equilibri. Il collegamento con Torino viene regolarizzato dal 1835 tramite omnibus e poi con la Ferrovia Economica Colli (1871, elettrificata nel 1910). Con lo sviluppo industriale della prima metà del Novecento, la durevole staticità demografica è risucchiata in una vera e propria impennata e nel secondo dopoguerra la crescita urbana a macchia d’olio risponde a un esponenziale incremento di popolazione con intensi movimenti migratori da altre regioni italiane.
I PERSONAGGI FAMOSI
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Presbitero
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Magistrato, scrittore e conduttore radiofonico
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