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Pinerolo

PINEROLO

Il nome

Diminutivo di Pinariium, ossia “luogo piantato a pini”, il nome è sicuramente di origine latino-barbara. “Pinarolius”, diffuso nell’anno 1000, prese in seguito diverse forme, tra le quali “Pinerolum” nel 1200, la più vicina all’attuale Pinerolo. Viene citato per la prima volta in un atto del 1528. Per i francesi la cittadina aveva invece il nome di “Pignerol” o “Pinerol”.

Il paese

È una città di 35.143 abitanti, dista 37 km da Torino. La parte più antica dell'abitato sorge sulle pendici della collina di San Maurizio, dominata dai resti della Cittadella (445 m), mentre a sud e a est si sono sviluppati, in pianura, i moderni quartieri residenziali e industriali, fino al corso del Lemina e oltre.

Ancora oggi è possibile individuare l'andamento della cinta fortificata, di origine antica e rafforzata a più riprese fino all'intervento del Vauban nel 1670. Pinerolo è sempre stata città di tradizioni militari: sono presenti infatti numerose caserme sul territorio cittadino.

Luoghi di interesse sono piazza Vittorio Veneto (più nota come piazza Fontana), il Palazzo del Comune, Palazzo Vittone, le case medioevali (tra le quali il Palazzo dei Principi d'Acaia o Castel Nuovo, costruito nel 1318 e più tardi modificato; la quattrocentesca Casa del Senato; la Casa del Vicario, costruzione in cotto del XVI secolo), il Duomo, la chiesa di San Maurizio, la chiesa di san Domenico.

Le feste, i santi

Santo Patrono è san Donato, festeggiato il primo lunedì dopo l’ultima domenica di agosto.

Tra le numerose feste e fiere annuali, si evidenzia nel primo fine settimana di ottobre la rievocazione storica della Maschera di Ferro, una manifestazione in costume a cui partecipano numerosi gruppi storici della provincia di Torino.

LA STORIA

Le prime notizie storiche su Pinerolo cominciano con la contessa Adelaide di Torino, figlia del marchese Olderico Manfredi e sposa, in terze nozze, di Oddone di Savoia. Adelaide, appartenente ad una delle più importanti famiglie italiane dell’impero carolingio, mantenne a lungo l’egemonia politica sul complesso territorio a cavallo delle Alpi . Pinerolo passò il 27 febbraio 1243 dal dominio degli abati alla signoria dei Savoia e nel secolo successivo, quando il territorio sabaudo si scisse in due stati autonomi, la città divenne la piccola capitale dei possedimenti al di qua delle Alpi , il “principato di Acaia”. Con la morte, nel 1418, del principe Lodovico, si estinse il ramo dei Savoia-Acaia e Pinerolo, passata sotto il dominio diretto dei duchi di Savoia, cominciò a perdere il suo ruolo di capitale a favore di Torino (1431). La città inoltre, per la sua posizione strategica verso la pianura italiana, era destinata a diventare un possesso ambito per i monarchi francesi che miravano ad estendere il loro dominio al di qua delle Alpi.

Nel 1536 Francesco I di Francia occupò Pinerolo dando inizio ad una dominazione che si concluse solo nel 1574 con l’arrivo di Emanuele Filiberto di Savoia, calorosamente accolto dalla popolazione. Il duca, riconoscente, concesse il 3 marzo 1575 a Pinerolo l’ambito titolo di “città”.

Il 31 marzo 1630 aveva inizio la seconda dominazione francese (1630-1696) che accentuò la trasformazione di Pinerolo in città fortificata, ad opera dell’architetto Vauban, e condusse alla definitiva perdita di centralità urbanistica della parte alta della città, che venne pesantemente demolita per far posto alla cittadella. La città, decimata dalla peste scoppiata nel 1630, pesantemente segnata dalle trasformazioni subite, impoverita nella sua vita economica e civile, fu infine riconsegnata ai Savoia con il trattato di Torino del 29 agosto 1696, che comportava per i duchi l’obbligo dello smantellamento delle fortificazioni, protrattosi nei primi anni del XVIII secolo. Perse le caratteristiche di città militare, a Pinerolo iniziarono a rifiorire i commerci e le attività produttive sia manifatturiere che agricole, con una netta ripresa anche demografica.

Dal settembre del 1798 fino al 1814 (con l’intervallo di una breve occupazione austro-russa) Pinerolo visse la terza dominazione francese, rivoluzionaria e napoleonica.

Caduto Napoleone, il 21 maggio 1814 Vittorio Emanuele I di Savoia, rientrato a Torino, ordinava che ogni cosa fosse reintegrata “sul piede in cui era prima della rivoluzione” . Ma la società era in movimento e molte città, tra cui Pinerolo, conobbero dai primi decenni dell’Ottocento un vivace sviluppo urbano. Si costituì a Pinerolo nel 1848, prima tra le Società generali operaie italiane, la Società di Mutuo soccorso ed Istruzione fra gli Operai, aperta a tutte le categorie professionali, che garantiva agli iscritti sussidi in caso di malattia o altre difficoltà.

Pinerolo si affaccia al Novecento come città industriale, fortemente caratterizzata in politica dalla figura di Luigi Facta, con il permanere di un rilevante aspetto militare. Dopo il fascismo e dopo la Resistenza, cui Pinerolo partecipa attivamente e con il sacrificio di molti giovani partigiani, la città mantiene il ruolo di “capoluogo” amministrativo e commerciale per le vallate e la pianura circostante, pur accentuando nel secondo dopoguerra un forte pendolarismo verso Torino.

Personaggi famosi

Giovanni Canavesio pittore, Ortensia di Piossasco, Nicolas Fouquet (1615-1680) politico, Giuseppe Antonio Petrini (1677-1759) pittore, Bernardo, Antonio Vittone (1704-1770) pittore, Giovanni Beltrami (1721-1780) pittore, Pio Brunone Lanteri (1759-1830) presbitero, Michele Buniva (1761-1834) medico, veterinario e patriota, Giorgio Andrea Des Geneys (1767-1839) ammiraglio, Ignazio Porro (1801-1875) scienziato, Filippo Brignone (1812-1877) generale, senatore del Regno, Jacopo Bernardi (1813-1897) sacerdote, educatore, Camillo Alliaudi (1816-1867) storico, Ernesto Bertea (1836-1904) pittore, archeologo, Cosimo Bertacchi (1854-1945) geografo, Lidia Poët (1855-1930), prima avvocatessa donna in Italia, Clemente Lequio (1857-1920) militare, Tommaso Lequio di Assaba campione olimpico di equitazione nel 1920, Luigi Facta (1861-1930) politico, Presidente del Consiglio, Caramba (1865-1936) scenografo, costumista, Ferdinando Gabotto (1866-1918) storico, Federico Caprilli (1868-1907) militare, Ercole Ridoni (1868-1943) ingegnere, Ettore Bignone (1879-1953) filologo, Ferruccio Parri (1890-1981) politico, Presidente del Consiglio, Enrico Migliavacca (1901-1979) calciatore, Alberto Banfi (1903-1958) capitano di vascello, medaglia d'oro al valor militare, Italo Tajo (1915-1993) cantante lirico, Luigi Luciano professore, poeta, Mario Borgna (1936-2007) pittore, scultore, ceramista, Mario Deaglio (1943-vivente) economista e professore universitario, Elena Bein (1946-vivente) docente di filosofia, Grado Giovanni Merlo (1946-vivente) storico, Roberto Goveani (1957-vivente) notaio, dirigente sportivo, Marotto Pierluigi (1958-vivente) skipper, Alessandro Barbero (1959-vivente) storico e scrittore.

 

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