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NONE

Il nome

Secondo Goffredo Casalis in una carta del 1021 questo paese è detto “castrum Nono”, e che il nome Nono individua il Torrente Chisola; secondo altre interpretazioni l’epistemologia si riferisce alla presenza di una mansio posta “ad nonum”, cioè alla nona pietra miliare da Torino.

Il paese

None dista a circa venti chilometri da Torino e diciotto da Pinerolo. Luoghi di interesse sono la Chiesa parrocchiale (intitolata a San Gervasio e san Protasio), la chiesa di San Rocco (che sorge di fronte a piazza Cavour), il santuario di san Ponzio, varie cappelle campestri (un tempo importante punto di riferimento per la comunità locale), la montagna Rusa (costruzione di mattoni rossi, oggi ridipinta, dalle funzioni sconosciute), il castello (costruito nel 1815, fu un tempo sede dell’arma dei carabinieri) , il vecchio municipio, i portici e il viale.

Le feste, i santi

Il Patrono è san Lorenzo (10 Agosto). Altre feste ed eventi importanti sono: la festa dei Borghi, il carnevale, il Maggio Nonese, None al Cioccolato, essereNONEssere, il Cinema Diffuso, Nonèsolofesta.

LA STORIA

La data e l’epoca dell’origine di None sono ignote. Il riferimento più antico al paese, finora conosciuto, risale al secolo XI. Nel Medioevo None fu giurisdizione dei Conti di Piossasco, feudatari di un ampio territorio. I Piossasco costruirono a None un castello che divenne la loro dimora. Nel 1728 il Conte Gian Michele Asinari Derossi Piossasco di None, già viceré di Sardegna, decise di costruire un nuovo castello, ma non riuscì a realizzare il suo progetto che pare fosse grandioso. Fu il conte Adami Bergolo a far edificare la costruzione di proporzioni modeste ancora esistente e nota come castello Quaranta.

None venne spesso coinvolta nelle guerre del passato, perché per la sua posizione sfavorevole costituiva area di passaggio. Per esempio nel 1690, quando il re di Francia Luigi XIV dichiarò guerra al Duca di Savoia, quindicimila uomini giunsero a San Sebastiano. Con la successiva Sconfitta di Napoleone, il territorio di None fu percorso per 40 giorni da 11 divisioni dell’esercito francese. Nel 1729 i territori di Savoia ricevettero una legislazione unitaria ad opera del re Vittorio Amedeo II; nel 1814 con i Mandamenti di Giudicatura, None risultava capoluogo di Mandamento.

None fu flagellata, come altre realtà locali, dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, sia per i morti in guerra sia per le epidemie (per esempio la febbre spagnola durante il primo conflitto). Anche la seconda guerra mondiale è ben impressa nella memoria nonese: i tedeschi occuparono il paese e i Nonesi si videro costretti a convivere con questa realtà. 8 settembre 1943: i partigiani organizzano la resistenza. In casa del dottor Michele Ghio alloggia l’ufficiale inglese che funge da trade-union con le forze alleate.

Si raduna anche il comitato di liberazione nazionale regionale, costituito da un comunista, un democristiano, un azionista, un socialista. La zona Ollera diviene il luogo destinato a ricevere i lanci aerei di armi, munizioni, viveri da parte degli alleati. None si trova anche ad ospitare di nascosto dieci soldati inglesi; dopo parecchie peripezie, gli inglesi trovano rifugio presso il santuario di san Ponzio, con il consenso di Monsignor Vigo, e riescono in seguito ad essere rimpatriati.

Nel 1944 gli scontri tra partigiani e tedeschi si fanno sempre più pesanti; il 9 marzo muoiono sotto una raffica mitragliatrice tre giovani: Aldo Camosso, Alfredo Cresti, Angelo Serra. A loro nel 1946 il comune di None dedica una lapide. Il 28 aprile 1945, dopo numerosi fatti incresciosi (un’esplosione nella quale perdono la vita Bartolomeo Demichelis e Michele Grillo; l’uccisione di Giovanni Girando; la prigionia di una quindicina di ostaggi, poi rilasciati grazie alla mediazione di Monsignore Vigo e il dottore Michele Ghio; la morte di Giovanni Canalis in un mitragliamento, e di Giovanni Para), giunse finalmente la liberazione.

Inizia a questo punto l’opera di riorganizzazione, guidata dal sindaco Giovanni Farò (figura importante, nonostante si sia trattato di una fase transitoria). Seguono il periodo dell’industrializzazione e dello sviluppo economico: None, per la sua posizione vicino a Torino (e quindi agli insediamenti di Fiat e Indesit), diventò punto di riferimento, vedendo in breve tempo crollare la sua identità di paese agricolo, di comunità contadina. Giunsero a None anche parecchi meridionali, in cerca di un lavoro: tra la fine degli anni 50 e la metà degli anni 70 None vide raddoppiare i suoi abitanti. La comunità contadina del nord si scontra con la gente del sud… i mutamenti sono radicali, incalzanti, spesso difficili da gestire.

I PERSONAGGI FAMOSI

Matteo Gioacchino Cerutti

Studioso notevole, fu membro della Società Reale di Lisbona, dell’Istituto di Bologna e socio di diverse accademie. Fu professore di filosofia presso la Regia Università di Torino, di teologia nel Collegio della Sapienza a Roma, di nautica e matematica nell’Accademia Reale di Cartagena. Scrisse vari trattati. Morì a Roma intorno al 1790.

Giuseppe Antonio Cerutti

1738-1792. Entrò nella Congregazione dei Gesuiti, fu socio dell’Accademia di Nancy. Scrisse diverse opere.

Don Emanuele Amerano

Nacque il 1 dicembre 1758. Nel 1789 divenne Priore e vicario foraneo di S. Andrea a Bra. Fu rettore del seminario e Presidente di tutti gli istituti locali. Mostrò una grande abilità nell’affrontare le intricate vicende religiose e politiche di quei tempi, tanto che Papa Pio VII, durante la prigionia napoleonica a Savona, lo nominò legato apostolico della Diocesi d’Asti.

Don Paolo Serra

1824-1877. Fu canonico arciprete e vicario Foraneo di Carmagnola, rifiutò la carica di vescovo.

Don Paolo Albera

1845-19221. Fu tra i primi allievi di Don Bosco, divenne rettore superiore delle istituzioni salesiane e secondo successore di San Giovanni Bosco dal 1910 al 1921.

 

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