LEQUIO TANARO
Il nome
Il nome originale è Lequio Piemonte, trasformato poi in Lequio Tanaro per non confonderlo con Lequio Berria.
Il paese
Lequio Tanaro nasce come comune esclusivamente agricolo; superato il periodo dello spopolamento di inizio secolo, affianca all’agricoltura (che continua ad essere l’attività principale, incentivata anche dalla Banca – qui presente dal 1991) alcune importanti attività industriali (imballaggi industriali, imprese edili, aziende artigiane). Fondamentale anche la Residenza Assistenziale, un progetto del comune all’avanguardia nel settore dell’assistenza agli anziani.
È conosciuto, per la sua posizione felice, come il “balcone sulla langa”. Tra le opere architettoniche o i luoghi di culto sono da ricordare la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo (1765, in stile barocco), la Confraternita dei Disciplinandi Bianchi, la parrocchiale di Sant’Onorato (fine 700), il Santuario della Madonna del Lago, nota anticamente come Santa Maria ad Leucum (la più antica chiesa esistente in Lequio, IX secolo).
Le feste, i santi
Due manifestazioni: Tartuflora e l’Albero di Maggio.
LA STORIA
La storia del paese è strettamente intrecciata con quella della vicina Augusta Bagiennorum prima, e di Bene poi. Posta sulla strada che collegava Pollenzo all’antica capitale dei Vagienni, di quest’ultima segue tutte le vicende civili ed ecclesiastiche fino alla fine del 1600. Divenuta una realtà indipendente col nome di Lequio Piemonte, poi cambiato in Tanaro, acquisisce il titolo di contea. Vi venne infeudata la famiglia Salmatoris, che ne mantenne il titolo fino al 1814. Nel 1928 Lequio è accorpata a Bene Vagienna, salvo ritornare comune autonomo nell’immediato dopoguerra. All’inizio del secolo, Lequio aveva già più di 1.600 abitanti, ridottisi poi, a causa dello spopolamento delle campagne.