BARGE
Il nome
Deriva da un antico "barga". Il significato della parola è discusso. Secondo alcuni studiosi significherebbe "riparo/capanna/abitacolo" ("stamberga"= riparo di pietra); secondo altri, invece, sarebbe da ricollegarsi a una radice antichissima *berg-/*barg-/*breg-/*brig- avente il significato di "elevazione del terreno/montagna".
Il paese
Il comune di Barge, capoluogo della valle Infernotto, è situato ai piedi del Montebracco e del monte Media, a 363 metri di altitudine. Il centro abitato è posto alla confluenza dei torrenti Chiappera e Infernotto, da cui si origina il Ghiandone, affluente del Po nelle vicinanze di Staffarda. Particolarmente interessante è l’andamento demografico: nel 2008 Barge contava 7.757 residenti, evidenziando un aumento di popolazione notevole, causato da una forte immigrazione dalla Cina, dal Marocco e da altre nazioni estere.
Il primo immigrato con gli occhi a mandorla è arrivato nel 1994, impiegandosi nel settore lapideo e da allora quasi tutti i maschi cinesi hanno effettuato il medesimo percorso lavorativo. Il flusso di Cinesi appare nel tempo costante. Luoghi di interesse di Barge sono la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria Assunta, il complesso conventuale del Mombracco, il castello inferiore poi trasformato in convento di San Francesco (dal 1800 residenza privata). Notevole risorsa per l’economia locale è lo sfruttamento delle cave di gneiss.
Le feste, i santi
Festività religiosa del santo Patrono San Giovanni Battista (giugno)
Multimedia Barge festival (giugno);
Golosità del Monviso (luglio);
Sport in piazza (Settembre);
Ottobrata 2000 (ottobre).
LA STORIA
I ritrovamenti di siti preistorici sul Monte Bracco testimoniano la presenza di insediamenti umani sul suo territorio fin da epoca antichissima. Al tempo dei romani era un pago (villaggio di piccole dimensioni) della colonia romana di Forum Vibii (Cavour). Il primo documento ufficiale che parla di Barge è il diploma dell’imperatore Ottone III del 31 luglio 1001 con cui conferma ad Olderico Manfredi, marchese d’Italia, varie terre tra cui Barge (il che dimostra che nel XII secolo Barge era sotto i conti di Torino).
Nel XIII – XIV secolo Barge passò prima ai marchesi di Saluzzo, poi agli Acaia e dal 1363 ai Savoia. A quel tempo Barge contava appena circa 500 persone, per lo più servi. Fu un periodo funesto in cui la popolazione soffrì gli orrori della guerra. Nonostante ciò i bargesi crebbero di numero e di ricchezza e il paese ottenne sempre maggiore considerazione per la sua posizione strategica e per il forte castello.
Il quattrocento, nonostante la peste, fu un secolo di prosperità e di pace (infatti tutte le case più antiche risalgono a questo periodo). Per Barge fu fatale proprio il castello fortificato, e la posizione ai confini con la Francia: queste caratteristiche le attirarono addosso gli eserciti più agguerriti di quei tempi, cioè quello francese e quello spagnolo. Fino alla rivoluzione francese non si registrano che pochi fatti di rilievo, come la peste del 1630-31 che decimò la popolazione; nel 1690 fu saccheggiata dalle truppe del generale Catinat e in seguito fu soggiogata da Napoleone.
Il XIX secolo è il periodo dell’emigrazione verso l’Argentina: agli inizi del secolo Barge contava, fra il concentrico e la campagna, circa 7000 abitanti. Nel 1872 la frazione Cardè si separò dal capoluogo sottraendovi altri 1200 abitanti. Il XX secolo è invece il periodo della Belle Epoque: Barge si risolleva, diventa città industriale e rinomata stazione turistica, la popolazione arriva a 10.000 abitanti.
Vive da lontano la grande guerra, ma conosce gli scioperi del 21 e la nascita del fascismo. E poi, ancora più da vicino, la seconda guerra mondiale e la lotta partigiana. Ritornata la pace, la città si avvia a diventare quella che oggi si può dichiarare una congiunzione positiva tra industria e agricoltura, commercio e artigianato.